Whirlpool chiude, a Napoli prima notte di presidio in fabbrica. Gli operai: “Questo licenziamento è una condanna a morte”

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Prima notte di presidio permanente in fabbrica per gli operai dello stabilimento Whirlpool di Via Argine a Napoli. Al termine dell’ultimo turno i lavoratori della multinazionale americana, che nelle scorse ore ha confermato la chiusura a partire da oggi 31 ottobre, invece di tornare a casa hanno allestito un presidio h24. “Per noi questo licenziamento è come una condanna a morte – spiega Vincenzo Accurso operaio Whirlpool RSU Uilm – fuori non c’è nulla e perdere il lavoro in un periodo storico come questo è una tragedia”.

Una protesta che proseguirà ad oltranza. “Non possiamo fare altro che difendere questa fabbrica, questo lavoro, il lavoro che è stato dei nostri padri e delle nostre madri – racconta Italia Orofino, operaia Whirlpool – oggi è stato tremendo venire a lavorare, varcare quella soglia, percorrere quel corridoio e sapere che era l’ultima volta, ma non ci arrendiamo, noi restiamo qui”.

Italia e i suoi 350 colleghi percepiranno lo stipendio fino al mese di dicembre. “Al domani non riesco nemmeno a pensare – ci racconta – ci pagheranno fino a dicembre ma questo non ci cambia nulla, è un contentino, si sono rubati il nostro futuro, il futuro di una fabbrica pluripremiata nel mondo e ancora non sanno dirci perché vogliono chiudere l’impianto di Napoli, i numeri delle perdite di cui parla l’azienda nessuno li ha mai visti. Noi non vogliamo sostegno economico, noi vogliamo solo lavorare e fare quello che da sempre abbiamo fatto, ottenendo diversi riconoscimenti che oggi questa azienda sembra ignorare dopo averci elogiati e dopo aver siglato con noi, 18 mesi fa, un accordo che poi ha stracciato”.

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